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Ambiente

Fenomeno pop
Erba voglio
Primavera nei prati
Cento lire

Fenomeno pop

Popilia japonica è un nuovo e vorace parassita che si sta diffondendo anche qui a Bedero

Segnalata per la prima volta a Bedero nell'estate 2022, la Popilia japonica, un coleottero dal bell'aspetto ma estremamente vorace, si è rapidamente moltiplicato diventando una seria minaccia per i nostri piccoli orti e piante da frutto.

Originaria del Giappone, è stata rinvenuta per la prima volta in Italia nell'estate del 2014, sulle sponde del fiume Ticino. Grazie alla mancanza di competitori e agli inverni miti, la zona infestata e la popolazione si sono progressivamente espanse fino a raggiungere il nostro territorio e la Svizzera meridionale.

Sono più di 300 le specie vegetali attaccate dalla Popilia, sia piante spontanee che coltivate. Tra queste le più attaccate sono la vite, il susino, il nocciolo, il pero e poi piselli, fagioli, melanzane, mais e fragole.



Il ciclo vitale si compie normalmente nell'anno, gli adulti escono dal terreno nei mesi di giugno-luglio e iniziano subito gli accoppiamenti. Le femmine depongono le uova nel suolo dei tappeti erbosi e le larve si nutrono delle radici delle piante erbacee, riducendo l'attività quando la temperatura scende sotto i 10 gradi. Con l'inizio della primavera riprendono a nutrirsi e dopo quattro settimane sono pronte a trasformarsi in adulti.

I danni provocati riguardano quindi sia le foglie delle piante di cui si nutrono gli adulti, sia le radici delle piante erbacee attaccate dalle larve, con progressivo ingiallimento del manto erboso.

 

La lotta è al momento estremamente difficile.

Tralasciando gli insetticidi di sintesi, sempre dannosi anche per la nostra salute, le opzioni rimanenti sono le seguenti:

1-    trappole a feromoni, del costo circa €50 l'una, da usare con cautela poiché attraggono gli esemplari nel raggio di 100/150 metri: in giardini di piccole dimensioni potrebbero quindi essere più dannose che utili, attirando insetti dal circondario

 


 

1-    lotta manuale: al mattino presto gli adulti sulle foglie sono poco attivi, quindi se si mette un telo o una rete sotto la pianta e la si scuote leggermente gli insetti si lasciano cadere a terra, si possono quindi facilmente raccogliere e radunare in un secchio con acqua e sapone per ucciderli.



Se ne catturassi, con trappola o con lotta manuale, qualche centinaio ogni giorno, e lo facesse anche ciascuno dei miei vicini, la popolazione pian piano diminuirebbe. Se lo faccio da solo è una goccia nel mare: la popolazione continua a crescere. 

 1 agosto 2025, Gabriele K.

Erba voglio

Chi la vuole corta, chi la vuole lunga. Ma qual è il modo migliore di gestire l’erba del giardino del nostro asilo?

Se nel passato l’erba rasata era segno di un giardino ben curato, le tendenze più attuali del giardinaggio e della cura del verde danno altri suggerimenti.

Erbe in pieno rigoglio, che si sviluppano fino alla fioritura e alla fruttificazione, riequilibrano l’habitat di tutto il giardino, dando ospitalità a organismi che controllano i parassiti e agli insetti impollinatori. 



Ecco perché, quando sfalciamo l’erba perché non sia d’ostacolo ai giochi dei bambini, lasciamo delle “isole” di erba alta.


In queste isole di biodiversità è possibile per i bambini osservare le fioriture e, più facilmente che altrove, gli insetti e gli organismi terricoli.

A noi sembra che anche l’aspetto estetico ne guadagni.


13 giugno 2025, dall'asilo

Qui la ricerca sulla biodiversità del prato dell'asilo

Primavera nei prati

Con l’arrivo della primavera, torna la voglia di camminare nei nostri prati, sempre più verdi e ricchi di vita. La natura si risveglia e con lei sbocciano i fiori ma anche tante erbe spontanee, alcune delle quali sono anche commestibili.

 

Personalmente trovo bellissimo poter raccogliere del cibo buono, sano e ricco di proprietà direttamente dalla natura. È una vera fortuna avere la possibilità di trovare, a pochi passi da casa, piante che nutrono e fanno bene all’organismo.

 

Tra le mie preferite ci sono i verzitt, come li chiamavano i nostri nonni in dialetto. Si tratta della Silene vulgaris, una pianta dal sapore buono e delicato. Insieme a loro, anche le ortiche e molte altre erbe spontanee primaverili offrono benefici importanti: hanno proprietà depurative, diuretiche e antiossidanti, aiutando il corpo a rigenerarsi dopo l’inverno.



Se li trovate passeggiando nei prati, potrete raccoglierne un po‘. Bisogna staccare la parte apicale del germoglio, il ciuffo di foglie che sta proprio in cima. Si cucinano in padella con uno spicchio d'aglio e dell' olio, oppure potrete usarli per arricchire la vostra frittata o per riempire una torta salata.

 

La natura, con la sua saggezza, ci offre sempre ciò di cui abbiamo bisogno al momento giusto. Dopo i mesi freddi in cui il corpo richiede alimenti più calorici, ecco che arrivano le erbe fresche, leggere e depuranti per accompagnarci verso l’estate, stagione di verdure colorate, frutti dolci e vitamine!

 

Riscoprire queste tradizioni e passeggiare con occhi attenti nei nostri prati è un modo ritagliarsi del tempo per sé stessi, muoversi, riflettere e anche per riconnettersi con il territorio, con la sua storia e con il ritmo naturale delle stagioni.


 

Le foto possono essere un aiuto per imparare a riconoscere i verzitt. Ma attenzione: meglio andare a raccoglierli, almeno la prima volta, con chi già li conosce, prima di sbagliare pianta!


Clicca qui per vedere la scheda botanica

 

2 maggio 2025, Eva K.


Cento lire

Giornata Ecologica al Murinasc, un viaggio nel tempo e nella consapevolezza

 

Oggi siamo stati a Murinasc, lungo le rive del torrente che attraversa la nostra valle. 


Un luogo incantevole, ma segnato da una storia difficile: un tempo questa zona era una vera e propria discarica. 



E ancora oggi, ne porta i segni. Plastica, ferraglia, bottiglie, vetri, vecchi oggetti dimenticati. 



Alcuni sembrano emersi da un’altra epoca, altri raccontano abitudini recenti. 



Camminare lì, tra le foglie e l’acqua, è stato come attraversare la memoria del paese. Un viaggio nel tempo. E nella coscienza.



Da medico, non posso fare a meno di pensare alle microplastiche. Ascoltando il podcast del dottor Andrew Huberman, ho scoperto quanto queste particelle – microscopiche, invisibili – siano ormai ovunque: nel cibo, nell’acqua, nell’aria. 



E anche dentro di noi. Alcuni studi mostrano che possono accumularsi nei polmoni, nella placenta, perfino nel cervello. E che possono influenzare il nostro sistema ormonale, la fertilità, e forse anche la salute mentale.

 


Sapere tutto questo non è una condanna, ma un invito alla consapevolezza. Ogni scelta quotidiana – usare meno plastica, preferire materiali riutilizzabili, evitare l’usa e getta – può fare la differenza. Per la salute dell’ambiente, e per la nostra.


 

Eppure, c’è un altro livello, più profondo, che ho vissuto oggi. 



Stamattina, onestamente, non avevo voglia di venire. Ma una volta qui, con le mani nella terra e i piedi nell’acqua, qualcosa è cambiato. 



Cercare tra i rami e il fango i resti di plastica e spazzatura è diventato quasi una forma di meditazione. 



Come se fossimo cercatori d’oro in un fiume, ma al contrario: cercavamo ciò che doveva essere tolto. Un’esperienza sensoriale intensa, particolare.


 

Ho sentito gratitudine. Connessione. Comunità. 



E poi, come se la natura volesse mandarmi un segno, tra i sassi ho trovato una moneta da 100 lire del 1958. La Repubblica, forse, che per un attimo ha ricambiato il gesto. 



Un piccolo regalo dal passato. Un simbolo, silenzioso ma potente, che mi ha ricordato che ogni atto di cura lascia una traccia. Anche quando non la vedi subito.


 

Siamo venuti per pulire un torrente. E ci siamo ritrovati a pulire un pezzo di storia. E un pezzo di noi.

 


Nota: Per approfondire l’argomento delle microplastiche e i loro effetti sulla salute, si può ascoltare il podcast del professor Andrew Huberman (in inglese): The Effects of Microplastics on Your Health & How to Reduce Them.




30 marzo 2025, Victor L.

Pro Loco Bedero Valcuvia - Pzza Vittorio Veneto, 9, 21039
Bedero Valcuvia (Va) - Italia 

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