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Nel presente

Apri l'archivio 2023
Apri l'archivio 2024
Apri l'archivio 2025


Bedero in fumo
Abitare il presente
La nostra Primavera
Bedero sostiene l'asilo
Tempo di rallentare

Bedero in fumo

Il 3 e 4 agosto insieme al mio nipotino ho girato le strade di Bedero raccogliendo mozziconi di sigarette. Per rendere il paese più bello e per raccogliere dati a riguardo. I risultati sono i seguenti: abbiamo raccolto in totale 685 mozziconi e una sigaretta elettronica, suddivisi in quattro zone:


campo sportivo, 74

parco giochi e area camper, 181

piazza e centro storico, 280

parcheggio auto, 151

 


Cosa ci dicono questi dati?

 

Buttare le cicche a terra è un fenomeno purtroppo ancora molto diffuso, nonostante l'introduzione di una legge la 221/2015 lo vieti espressamente, con sanzioni da 80 a 320 € a seconda delle disposizioni locali. Se gettati dai finestrini di auto o in circostanze di pericolo (rischio incendi) si può incorrere anche in sanzioni penali.

 

I giovani di Bedero fumano tanto. Il campo sportivo e il parco giochi sono abitualmente il loro punto di ritrovo e sono purtroppo cosparsi di mozziconi. Il dato relativamente basso del campo sportivo è dovuto al fatto che era stato ripulito pochi giorni prima. Ho stimato che mediamente al campo ogni due/tre giorni vengono buttati a terra circa 100 mozziconi. Ho da poco messo a loro disposizione un posacenere che sembra venga abbastanza usato. Anche il parco giochi era stato ripulito in precedenza: è un'area particolarmente sensibile perché frequentata da bambini piccoli, anche gattonanti, che vedono nei mozziconi oggetti curiosi da toccare e anche assaggiare, se non c'è un adulto vigile nelle immediate vicinanze. Qui sarebbe necessaria una pulizia quasi quotidiana, cosa però poco praticabile. 



In concreto quindi che fare?

 

I mozziconi rappresentano una seria forma di inquinamento ambientale, meno ne vengono dispersi e meglio è per tutti. Applicare le sanzioni previste dalla legge credo sia pressoché impossibile, meglio sarebbe prevenire, sensibilizzando con campagne informative mirate e posizionando appositi cestini posacenere in posizioni strategiche. Cito ad esempio il comune di Cuasso, che ha installato 20 colonnine posacenere speciali per raccogliere e riciclare mozziconi, in collaborazione con un'azienda che pulisce e tratta i filtri per creare nuovi oggetti.

 

Sognando in grande, si potrebbe anche pensare a un progetto di peer education, su un modello di quelli già sperimentati con discreto successo nelle scuole superiori. Vengono selezionati su base volontaria alcuni ragazzi che, formati su specifici argomenti da personale qualificato, fanno poi a loro volta da formatori ed educatori nel loro gruppo di pari.

 

In fin dei conti sognare non costa nulla…


14 agosto 2026, Gabriele K.

Abitare il presente

Una serata culturale con Viola Folador

 

La serata dedicata ai cortometraggi della nostra giovane e talentuosa regista bederese Viola Folador è stata un’occasione per ritrovarsi insieme nella piazzetta dei Tavi, nel centro storico del paese, e lasciarsi coinvolgere da storie capaci di emozionare, far riflettere e aprire nuovi punti di vista. Molti sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla profondità dei suoi lavori, capaci di toccare corde intime e di affrontare temi tanto presenti nella nostra quotidianità quanto spesso nascosti. E sì, qualche lacrima a qualcuno è scappata!

 

Attraverso la proiezione di L'ansia del giallo, La tribù delle luci e Robot e margherite, il pubblico ha intrapreso un viaggio tra temi che rimangono sempre profondamente attuali: il valore delle relazioni, il senso di comunità, il cambiamento, la crescita e la ricerca di ciò che davvero conta nella nostra vita.

 

Il dialogo con Viola, che ha condiviso con grande disponibilità il suo percorso e il profondo legame con il nostro territorio, ha senz’altro dato un valore aggiunto alla serata e ci ha fatto capire come Bedero sia spesso stato fonte di ispirazione per le sue opere. Tornare a raccontare i suoi cortometraggi proprio nei luoghi che l'hanno vista crescere è stata, come lei stessa ha raccontato, un'emozione particolare. Per molti è stata una sorpresa scoprire come molte delle sue storie siano nate dai ricordi dell'infanzia, dalle relazioni vissute qui e da persone e luoghi che continuano ancora oggi a ispirare il suo sguardo sul mondo. 



Le sue parole hanno dato vita a un confronto spontaneo e partecipato, fatto di domande, riflessioni e interpretazioni. Dialogando con Viola è stato bello notare come il proprio punto di vista, la propria sensibilità e storia personale possano far emergere significati diversi, tutti ugualmente validi. È proprio questo il bello dell'arte: non dare riposte univoche, ma aprire le porta a svariate domande che magari una risposta non ce l’hanno! Così si stimola la creatività e la capacità di riflessione personale su temi che appartengono a tutti. È stato altrettanto interessante vedere come il background di ciascuno possa influenzare la lettura dei cortometraggi. Chi guarda porta sempre qualcosa di sé dentro una storia e, proprio per questo, ogni interpretazione diventa diversa e arricchisce quella degli altri. Alla fine una stessa esperienza, una persona, un’opera possono apparire diverse a seconda del punto di vista di chi le guarda!

 

Personalmente mi ha colpito la capacità di Viola di affrontare, con naturalezza e senza una specifica formazione psicologica, temi che oggi sono al centro della psicoterapia contemporanea: l'accettazione della sofferenza come parte dell'esperienza umana, l'importanza delle relazioni, il valore del vivere il presente e del lasciare andare il bisogno di controllare tutto. È la dimostrazione di come una sensibilità autentica e un'attenta osservazione dell'essere umano possano arrivare a cogliere verità profonde.

 

Tra le riflessioni discusse con Viola, una delle più interessanti ha riguardato il rapporto tra caso, destino e cura, prendendo spunto dal cortometraggio L'ansia del giallo. Quello che inizialmente sembra un susseguirsi di coincidenze si rivela, almeno in parte, il frutto del prendersi cura silenzioso di chi ci vuole bene. Victor non cambia la vita di Sam, aspirante suicida,  agendo al suo posto, ma crea le condizioni perché la ragazza possa fermarsi, incontrare le persone giuste e ritrovare uno spiraglio. Da qui è nata anche un'altra lettura:  e se Victor rappresentasse il significato che, col tempo, impariamo a dare agli eventi difficili della nostra vita? Quel bisogno profondamente umano di ricucire gli avvenimenti, di trovare un senso anche nelle esperienze più dolorose. Una risposta univoca non c'è, ognuno adotterà la propria. 


Pur raccontando vicende molto diverse tra loro, durante il confronto è emerso un filo conduttore che unisce tutti e tre i cortometraggi: nei momenti di passaggio della vita ciò che più ci aiuta a trasformarci sono le relazioni. Che sia l'incontro con una persona, la forza di una comunità o la capacità di custodire un sogno condiviso, il cambiamento prende forma quando qualcuno o qualcosa entra nella nostra storia.

 

Un altro tema emerso è stato quello del tempo. I protagonisti dei tre cortometraggi cercano, ciascuno a modo proprio, di fermarlo, attraversarlo o addirittura sfuggirgli. Eppure il messaggio che sembrano dare è un altro: il tempo non può essere controllato, ma può essere vissuto. Forse la sfida più grande è proprio questa: imparare ad abitare il presente, il nostro qui e ora, accogliendo ciò che la vita ci offre nel suo continuo alternarsi di luci e ombre, di giallo e di nero, di salite e discese, di fermate e ripartenze. Perché il suo bello è proprio questo: la diversità.



 

Sono riflessioni che si legano profondamente anche allo spirito della Pro Loco. Organizzare eventi culturali significa certamente valorizzare il territorio, ma soprattutto creare occasioni di incontro, dialogo e condivisione. Perché è proprio nelle relazioni, anche e soprattutto tra persone molto diverse tra loro, che una comunità cresce, si riconosce e continua a costruire il proprio futuro. E perché è spesso proprio nella relazione con l'altro e con il mondo fuori di noi che finiamo per ritrovare noi stessi.

 

Un sentito grazie a Viola Folador per aver condiviso con noi la sua sensibilità, il suo talento e il suo sguardo sul mondo, e a tutte le persone che hanno partecipato, contribuendo con la loro presenza e i loro interventi a rendere questa serata una vera esperienza di comunità.


31 luglio 2026, Eva K.

La nostra Primavera

0-36 è una formula criptica per i profani, mentre è chiarissima per gli adetti ai lavori. Si tratta dell’età prescolare, in cui i bambini sono affidati alle cure famigliari oppure agli asili nido.

 

Di asili nido c’è grande carenza da noi. I dati statistici dicono che il tasso di natalità è maggiore laddove è più alta l’offerta di servizi per la prima infanzia e l’occupazione femminile. E così l’Italia è fanalino di coda, oltre che per la presenza degli asili nido, anche per tasso di natalità.

 

Una prima, parziale risposta a questo problema è la creazione di sezioni Primavera nelle scuole dell’Infanzia, che coprono la richiesta per bambini da 24 a 36 mesi.

 

Nel nostro asilo la sezione Primavera c’è, questi sono i suoi numeri.

 

 

Anno scolastico 2023-2024 – L’asilo accoglie 2 bambini in età 24-36 mesi

I bambini nati nel 2021 e iscritti nella nostra scuola nell’anno scolastico 2023-2024 sono due: uno di Bedero e una di Rancio. Con due bambini non è possibile attivare una vera e propria sezione Primavera. Essi sono inseriti nella classe dell’infanzia, come previsto per i piccoli comuni montani dalla normativa regionale.

 

Anno scolastico 2024-2025 – L’asilo accoglie 7 bambini in età 24-36 mesi

I bambini nati nel 2022 e iscritti nella nostra nell’anno scolastico 2024-2025 scuola sono sette: una inserita come anticipataria nella sezione Infanzia e sei nella sezione Primavera. Di questi sette, cinque di Bedero, uno di Brinzio, una di Casalzuigno.

 

Anno scolastico 2025-2026, in via di conclusione – L’asilo accoglie 5 bambini in età 24-36 mesi

I bambini nati nel 2023 e iscritti nella nostra scuola nell’anno scolastico 2025-2026 sono cinque, due di Bedero, una di Castello Cabiaglio, uno di Brinzio e uno di Cuveglio.

 

Anno scolastico 2026-2027 – All’asilo sono attualmente iscritti per il prossimo anno scolastico 7 bambini in età 24-36 mesi

I bambini in questione sono nati nel 2024 e provengono da Bedero, Brinzio, Cunardo, Ferrera, Cassano. Sette iscizioni alla Primavera su ventidue totali, praticamente un terzo. La sezione Primavera fa da traino, richiama utenti dai paesi circostanti, è un valore aggiunto per il nostro asilo. Mai negli anni scorsi si sono registrate a giugno iscrizioni così numerose, mai prima d’ora avevamo avuto già a questo punto dell’anno la certezza dell’attivazione della sezione Primavera nell’anno scolastico successivo.

 

Progetti - Il sogno nel cassetto della nostra associazione è quello di recuperare all’uso scolastico anche il  primo piano dell’edificio dell‘asilo, in modo da ricavare spazi per organizzare un asilo nido. Crediamo che vi sia una forte richiesta inevasa sul nostro territorio (intentendo in senso ampio, Valcuvia e Valmarchirolo). Ma per un progetto del genere occorre un concorso di impegno e di risorse che va oltre le nostre possibilità. Se il Comune, o un consorzio di Comuni, fossero interessati ad un progetto del genere, ci dichiareremmo fin da oggi disponibili a lavorare, per potenziare il servizio 0-36.

 

19 giugno 2026, dall’asilo

Bedero sostiene l'asilo

Con la raccolta del rottame metallico a novembre e le iniziative di autofinanziamento di dicembre (la lotteria e il banchetto natalizio), l’intero paese ha potuto dare il suo contributo a sostegno dell’asilo. Alcuni soci hanno inoltre fatto in quest’ultimo periodo delle donazioni destinate al conseguimento degli scopi sociali.

 



Questi sono i proventi:

 

1191 euro  raccolta del rottame metallico

458 euro banchetto natalizio

1208 euro biglietti della lotteria

350 euro donazioni dai soci

 

Oltre a ciò, moltissime persone hanno portato in asilo i buoni Esselunga, con i quali è stato possibile avere in premio una stampante nuova per la scuola.

 

Ultima in ordine di tempo, ma particolarmente importante, è giunta la donazione dalla parrocchia, che ha destinato all’asilo parte dei proventi della festa di Sant’Antonio, rinnovando un’antica tradizione:

 

1220 euro donazione dalla festa di Sant’Antonio



Il consiglio di amministrazione esprime riconoscenza a tutti quelli che hanno a vario titolo contribuito, consapevole che solo l’adesione comunitaria al progetto educativo dell’asilo dà senso agli sforzi necessari per tenerlo in piedi.

 

Questi risultati sono il segno di una comunità che sostiene con sensibilità e partecipazione il lavoro di amministratori e personale: davvero grazie, grazie e grazie!

 



Si sa: qui a Bedero, il sostegno comunitario all’asilo ha una lunga storia e gli amministratori si sono impegnati fin dalle origini nel realizzare iniziative di autofinanziamento che coinvolgessero l’intero paese.

 

Tra le carte d’archivio, c’è un catalogo di giocattoli datato 1900. I prezzi, per le finanze dell’asilo, sono inarrivabili: la bambola senza troppe pretese costa un quinto dello stipendio della maestra, si considerino le proporzioni…

Cosa ci fa allora questo catalogo tra le carte della Congregazione di Carità, che nel 1900 gestisce l’asilo? Serve per la scelta e l’acquisto di qualche ricco premio per la pesca di beneficenza, che si terrà nel corso della festa del paese, la festa di donn, il 20 settembre 1900.


30 gennaio 2026, dall'asilo

 Tempo di rallentare

Una riflessione per l’inizio dell’anno 

L’inizio di un nuovo anno non è solo un cambio di calendario.

È uno spazio di passaggio, un tempo sottile in cui possiamo scegliere se ripartire di corsa o concederci un momento di ascolto.

Tra le voci che animano la vita della nostra comunità, condividiamo oggi una riflessione di Gloria, insegnante di yoga che da tempo accompagna persone e gruppi a Bedero Valcuvia in un percorso di consapevolezza, movimento e relazione.

Non è un invito legato a un credo, né una ricetta da seguire.

È uno sguardo, offerto con semplicità, su questo tempo dell’anno.


Una semina interiore

Con il cuore desidero invitarti a vivere questo tempo, a prescindere dal tuo credo, come un’occasione di semina interiore.

Coltiva le tue intenzioni per creare nuove possibilità di crescita, rigenerazione e guarigione.

Sempre più spesso questo periodo dell’anno ci travolge con attività, confusione e stanchezza, anziché portarci gioia, riposo e raccoglimento, come la natura ci insegna.

Eppure possiamo ricordarci che esiste uno spazio diverso, più silenzioso.

Lo yoga offre proprio questo: un momento di riconnessione interiore, in cui poter dissolvere la fatica e ritrovare quiete e chiarezza.

Bastano anche solo cinque o dieci minuti per una respirazione consapevole, un rilassamento o una piccola sequenza di movimenti che alleggeriscono e curano, anziché esigere.

Desidero ringraziarti per la presenza, l’energia e la fiducia che hai riposto nel progetto Percorsi, che anche grazie al contributo di ciascuno è cresciuto e si è trasformato nel tempo.

Ogni intento ha trovato terreno fertile, nonostante difficoltà e vicissitudini, dando vita a qualcosa di bello, nutriente e accogliente.

Oggi vedo una piccola comunità che cresce nel desiderio di sperimentare, migliorare ed evolvere attraverso valori e relazioni autentiche.

Ti auguro dunque tempo e spazio per rallentare, restare, ascoltare.

Che questo inizio d’anno possa portarti sprazzi di luce chiara e una serenità che non richiede grandi gesti, ma nasce dall’essenziale.

Ti aspetto a gennaio con lo stesso entusiasmo, la stessa dedizione e il desiderio di continuare a praticare insieme.

Con affetto,

2 gennaio 2026, Gloria


Una parola dalla Pro Loco

Accogliere e condividere queste riflessioni significa riconoscere che la qualità di una comunità passa anche dai luoghi e dai tempi che sappiamo dedicare al benessere, all’ascolto e alla relazione.

Come Pro Loco di Bedero Valcuvia, continuiamo a sostenere e valorizzare le esperienze che aiutano le persone a ritrovarsi, dentro e insieme.

Pro Loco Bedero Valcuvia - Pzza Vittorio Veneto, 9, 21039
Bedero Valcuvia (Va) - Italia 

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