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Una riflessione per l’inizio dell’anno
L’inizio di un nuovo anno non è solo un cambio di calendario.
È uno spazio di passaggio, un tempo sottile in cui possiamo scegliere se ripartire di corsa o concederci un momento di ascolto.
Tra le voci che animano la vita della nostra comunità, condividiamo oggi una riflessione di Gloria, insegnante di yoga che da tempo accompagna persone e gruppi a Bedero Valcuvia in un percorso di consapevolezza, movimento e relazione.
Non è un invito legato a un credo, né una ricetta da seguire.
È uno sguardo, offerto con semplicità, su questo tempo dell’anno.
Una semina interiore
Con il cuore desidero invitarti a vivere questo tempo, a prescindere dal tuo credo, come un’occasione di semina interiore.
Coltiva le tue intenzioni per creare nuove possibilità di crescita, rigenerazione e guarigione.
Sempre più spesso questo periodo dell’anno ci travolge con attività, confusione e stanchezza, anziché portarci gioia, riposo e raccoglimento, come la natura ci insegna.
Eppure possiamo ricordarci che esiste uno spazio diverso, più silenzioso.
Lo yoga offre proprio questo: un momento di riconnessione interiore, in cui poter dissolvere la fatica e ritrovare quiete e chiarezza.
Bastano anche solo cinque o dieci minuti per una respirazione consapevole, un rilassamento o una piccola sequenza di movimenti che alleggeriscono e curano, anziché esigere.
Desidero ringraziarti per la presenza, l’energia e la fiducia che hai riposto nel progetto Percorsi, che anche grazie al contributo di ciascuno è cresciuto e si è trasformato nel tempo.
Ogni intento ha trovato terreno fertile, nonostante difficoltà e vicissitudini, dando vita a qualcosa di bello, nutriente e accogliente.
Oggi vedo una piccola comunità che cresce nel desiderio di sperimentare, migliorare ed evolvere attraverso valori e relazioni autentiche.
Ti auguro dunque tempo e spazio per rallentare, restare, ascoltare.
Che questo inizio d’anno possa portarti sprazzi di luce chiara e una serenità che non richiede grandi gesti, ma nasce dall’essenziale.
Ti aspetto a gennaio con lo stesso entusiasmo, la stessa dedizione e il desiderio di continuare a praticare insieme.
Con affetto,
2 gennaio 2026, Gloria
Una parola dalla Pro Loco
Accogliere e condividere queste riflessioni significa riconoscere che la qualità di una comunità passa anche dai luoghi e dai tempi che sappiamo dedicare al benessere, all’ascolto e alla relazione.
Come Pro Loco di Bedero Valcuvia, continuiamo a sostenere e valorizzare le esperienze che aiutano le persone a ritrovarsi, dentro e insieme.
Uno sguardo di comunità
Il Natale non finisce il 25 dicembre.
Nei giorni che seguono, restano le storie, i volti, le emozioni condivise.
Tra i contributi ricevuti in queste settimane, vogliamo condividere il racconto di una nonna di Bedero Valcuvia che ha assistito a una rappresentazione del presepe in un paese vicino. Uno sguardo semplice e partecipe, che parla di bambini, comunità e di quel Natale che continua a vivere nelle piazze, nelle scuole e tra le persone.
Il presepe dei bambini
Il racconto che segue ci è stato donato da una nonna di Bedero Valcuvia, presente a una rappresentazione del presepe realizzata con i bambini, gli insegnanti e la comunità di un paese vicino.
È uno sguardo affettuoso e attento, capace di cogliere i dettagli, le emozioni e il senso profondo di un Natale vissuto insieme.
Nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre, all’uscita dalle lezioni, i bambini della scuola elementare di Brinzio sono stati protagonisti di una rappresentazione del presepe di grande suggestione. L’iniziativa, costruita e guidata insieme ai loro insegnanti, ha visto la collaborazione del Comune e di tutti i gruppi attivi della società civile del paese.
Accompagnati da due pastori, uno che suonava la zampogna e l’altro che guidava una capretta, i bambini si sono radunati nella piazza principale, davanti alla chiesa. Ogni classe era guidata dalle proprie maestre: quelli di prima erano travestiti da pecorelle, con dolcissime orecchie pelose. Accanto a loro si sono affiancati i più piccoli della scuola materna, tutti ben infagottati, con lucenti aureole da angioletti che spuntavano in cima ai cappellini.
I bambini delle altre classi erano per la maggior parte travestiti da angeli, pastori e pastorelle. Sul sagrato della chiesa, quelli di quinta hanno suonato con grande bravura il flauto e poi cantato melodie natalizie, seguiti da una breve e tenera esibizione canora dei più piccoli dell’asilo.
Si è svolta quindi la prima scena della rappresentazione: l’annuncio dell’angelo ai pastori, seguito dalla ricerca di un alloggio per Maria e Giuseppe. Nel frattempo, una quantità sempre crescente di genitori e nonni si accalcava attorno ai bambini, riempiendo la piazza. Moltissimi, armati di telefonino, cercavano di fotografare e riprendere, mentre iniziava a calare il crepuscolo e l’atmosfera si faceva sempre più suggestiva.
Una breve sosta ha consentito ai bambini e alle maestre di raggiungere le successive postazioni di scena. È iniziata così la sfilata nella corte del Mugnaio, dove erano all’opera piccoli fabbri, falegnami, calzolai, cardatori di lana e mugnai, ciascuno intento al proprio attrezzo d’epoca, grazie anche al supporto del Museo.
Si è poi proseguito verso la corte dell’Oste, dove abbiamo potuto vedere in scena bambine fruttivendole, lavandaie e ricamatrici, insieme a un intero banco di panetteria. Ad ogni attività era preposta una bravissima maestra, anch’essa abbigliata in costume e molto credibile nella parte.
Siamo infine giunti alla stalla Piccinelli, il momento culminante della rappresentazione. Qui abbiamo ritrovato Maria e Giuseppe, circondati dalle pecorelle e dagli angioletti, e un vero Gesù Bambino nella culla, uno splendido bebè, sorvegliato a vista dalla sua mamma. Sono arrivati i Re Magi con i doni, accompagnati da musiche e canti, mentre nel locale attiguo due mucche vere emanavano un autentico calore.
Il ritrovo finale di tutta l’allegra comitiva, bambini, insegnanti, genitori e nonni, è stato nel cortile antistante il Museo Civico. Ancora una canzone natalizia e poi, scesa ormai la sera, ristoro per tutti con panettone, tè, cioccolata e persino vin brulé per i più grandi.
Bravi tutti i bambini, che hanno vissuto in prima persona un’esperienza davvero emozionante. Bravi gli insegnanti, prezioso il loro impegno e la loro collaborazione. Bravi anche i genitori, ottimi costumisti. E bravi infine i nonni, che hanno partecipato con entusiasmo e allegria, arrancando tra la folla con un po’ di fatica, attenti a non cadere, ma ben decisi a non perdersi nulla di questo bellissimo spettacolo.
Un grazie sincero a tutta la comunità di Brinzio, che ha collaborato con generosità alla riuscita di questa iniziativa.
14 dicembre 2025 – M.T.V.
Una parola dalla Pro Loco di Bedero Valcuvia
Racconti come questo ricordano che il Natale non è solo ciò che si prepara, ma ciò che si vive e si condivide.
Come Pro Loco Bedero Valcuvia siamo felici di custodire e dare spazio a queste storie, che parlano di comunità, di relazioni e di tradizioni che continuano a unire le persone, anche oltre i confini del proprio paese.
Victor Lanza, Presidente - Pro Loco Bedero Valcuvia
l Natale è tempo di luce, ma anche di silenzio.
È il tempo in cui, più che correre, siamo invitati a fermarci. Davanti a un presepe accade proprio questo: lo sguardo rallenta, il cuore si apre, il rumore lascia spazio al senso.
Nella nostra Bedero Valcuvia, ogni anno il presepe diventa un gesto semplice e potente, capace di parlare a tutti: a chi crede, a chi cerca, a chi desidera semplicemente ritrovare un po’ di pace.
di Maria Luisa B.
Qual sinfonia vibrante
fra toni ineguali
or lievi, sommessi,
or forti, accentuati…
Presepi del cuore
minuscoli siete
racchiusi in un guscio
o grandi, imponenti
perfetti, secondo il desio dell'artista.
Figure già viste, nella memoria
ricordi gioiosi di antica storia,
carezza voi siete al cuore affannato
invito alla sosta, al sorriso svelato.
Diversi ma uguali
il senso è lo stesso:
la Sacra Famiglia
un bimbo che giace
portando nel mondo
l’Amore più vero.
È quindi svelato il grande mistero
un Dio fatto uomo
disceso davvero
tra noi frastornati
da troppo rumore.
Queste parole racchiudono il senso più profondo del presepe: non qualcosa da osservare in fretta, ma una carezza, un invito a sostare.
Lo ricordava anche Papa Francesco, quando il 1° dicembre 2019 pubblicò la lettera apostolica Admirabile Signum, definendo il presepe un “segno mirabile”: qualcosa da contemplare, capace di introdurci nel mistero della nascita di Gesù e di un modo nuovo, più autentico, di vivere.
Nel corso dei secoli, la tradizione del presepe si è arricchita della fantasia e della fede dei popoli. Ogni cultura ha saputo reinterpretare la Natività, mantenendo però intatto il suo significato più profondo: suscitare stupore, riflessione, a volte anche conversione.
Anche a Bedero Valcuvia questa tradizione vive e si rinnova.
Ogni anno, grazie all’impegno generoso e silenzioso di un gruppo di volontari, legati da amicizia e spirito di servizio, la chiesa parrocchiale accoglie parrocchiani e visitatori con un presepe pensato, curato e costruito con passione.
Il tema scelto quest’anno è il Giubileo della Speranza. La Natività, posta al centro della Porta Santa, diventa così un richiamo a non disperdere i doni ricevuti, ma a portarli nella vita di ogni giorno. Un messaggio semplice e profondo: la speranza nasce da un Bambino e continua ogni volta che scegliamo di custodirla.
A chi, durante le vacanze natalizie, passerà dalla Valcuvia, l’invito è quello di entrare in chiesa, fermarsi qualche istante davanti al presepe e lasciarsi toccare da questo segno. Tornare poi a casa, forse, un po’ più rincuorati e un po’ più leggeri.
Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno messo a disposizione tempo, ingegno e fantasia per rendere possibile tutto questo. È anche così che una comunità si riconosce, cresce e si prende cura di sé.
26 gennaio 2026, un bederese riconoscente