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Storie per ragazzi

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Un libro per un bambino
Nessun capo, tutti capi

Un libro per un bambino

Come da tradizione, alla tombolata d’estate l’asilo ha offerto un buono acquisto in libreria. Qual è il senso? Suggerire ai grandi di leggere con i bambini. Un antidoto all’abuso dei dispositivi elettronici.

 

 

Tre spunti per scegliere e vivere un libro insieme *

 

 1. Un bel libro… non serve a niente! 

Il libro è un regalo gratuito, un incontro che agisce nel tempo attraverso la sedimentazione spontanea delle storie nel cuore di bambine e bambini.

Un libro non deve essere "usato" come uno strumento pedagogico o una medicina per insegnare buone maniere o spiegare un tema.

La letteratura più bella - anche quella per l’infanzia - non deve servire a niente! È questo il segreto della sua potenza.

 

2. La lettura ad alta voce come dono e relazione 

Leggere a un bambino piccolo (i cosiddetti "lettori acqua") significa prima di tutto intessere una relazione. Non importa se il bambino non comprende subito ogni singola parola o concetto astratto; ciò che conta è l'alleanza che si crea e l'educazione dell'orecchio al ritmo della parola e della fiaba. 

Fare esperienza di lettura ad alta voce in famiglia crea un luogo di quiete e di ascolto profondo, un’isola di decelerazione per le bambine e i bambini e per tutti. Un luogo in cui, anche cresciuti, il cuore potrà sempre fare ritorno.

 

3. Allenare l'immaginazione 

Regalare un libro di qualità significa offrire parole profonde che aiutano bambine e bambini ad allenare il "muscolo dell'immaginazione" e a sviluppare, crescendo, un senso critico per interpretare la realtà e il proprio tempo.

 

* liberamente ispirati alle considerazioni di una delle più appassionate libraie per l’infanzia italiane. Sei curioso?

https://www.radicelabirinto.it/

 

4 settembre 2026, Elena B. 


Nessun capo, tutti capi

C'erano Papero, Serpe e Bufalo.

Tre grandi amici, anche se ogni tanto non andavano tanto d'accordo.

Erano tutti decisamente simpatici, ma spesso indecisi su chi di loro fosse il capo .

 

-        Andiamo di QUA! - diceva uno.

-        MUUUUU, di là - diceva un altro.

-        SSSSSono io il capo! - faceva l'ultimo.

 

Insomma, su questo proprio non si intendevano.


E un giorno, proprio mentre erano lì che discutevano nel giardino dell’asilo, cosa vedevano? La ruspa del Samuele.

Lì, posteggiata.

Gialla fiammante.

Tutta per loro.

Quanti pedali, quante leve, quanti tasti!


-        QUAnti tasti! - fece  appunto Papero.

-        SSSSSono tantissimi! - fece Serpe.

-        MUUUUOOOviamoci! - fece Bufalo.

 

E in un attimo erano a bordo.




-     QUA decido io, becchiamo i tasti finché non scava…   

- MUUUUU, io non c‘ho il becco - protestava Bufalo, mentre col suo grosso muso, sbuffando e incastrandosi, ci provava anche… ma ne schiacciava tre alla volta

-        SSSSSSeh - faceva Serpe, che manco ci provava.


 

A quel punto la ruspa cominciò a menare la benna per aria, senza combinare niente.

 

-        MUUUUUUti, il capo lo faccio io! - disse Bufalo - Prendiamo a testate la leva, finché non parte!

 


Peccato che di leve ce n'erano due.

 

-        QUAnto male! - disse Papero, mentre si massaggiava la testa - Mica c'ho le corna, io!

-        SSSSSiete stupidi - disse Serpe, che era rimasta a guardare.

 

La ruspa intanto prese a girare su se stessa a più non posso, finché furono tutti scagliati fuori.

Non riuscivano più a stare in piedi da quanto girava loro la testa.



-        SSSSSSentite, decido io – disse Serpe. - Ci arrotoliamo sul pedale…

 

Ed effettivamente lei ci stava. Ma come si fa ad arrotolare un Papero ? E un Bufalo?

E mentre quelli erano intenti a provarci, la scavatrice cominciò comunque a muoversi e ad andare veloce. Veloce, veloce, sempre più veloce. Finché finì dritta contro il muro dell’asilo…



A quel punto Papero piccato picchiettò qualche tasto.

Bufalo inbufalito sbuffò tra sé, mentre testava una leva.

Serpe sibilando in silenzio si sistemò stizzita sul pedale.

 

E la ruspa si mosse!

La benna oscillava, le ruote giravano, la ruspa curvava!

Certo fu un bel casino: distrussero un cestino e due panchine.

 

-        Wow!



I tre amici si guardarono. Avevano avuto la stessa idea.

 

-        QUA la mano! - fece papero.

 

Così unirono le mani, cioè le zampe, cioè la coda.

Insomma, avete capito. Erano finalmente d'accordo.

 

-        Nessun capo, tutti i capi! -  fecero tutti in coro

-        Tutti ai nostri posti!

-        Pronti, via!

 

 

E ora Papero guardava Bufalo prima di beccare il suo tasto.

E Bufalo aspettava Serpe per spingere la leva.

E Serpe ascoltava gli amici per capire quanto schiacciare.

E così la ruspa si muoveva, dapprima incerta, poi sempre più sicura, al ritmo incoraggiante dei versi degli amici. 



-        QUA, così!

-        MUUUUUUscoli!

-        SSSSSiamo SSSSSuper!

 

Ognuno era il suo posto e lavoravano insieme. In poco tempo i tre amici riuscirono a riparare cestino e panchine.

Già che c'erano, visto che si divertivano come matti, visto avevano voglia di giochi nuovi e visto che di benzina ce n'era, guidarono fino al cantiere del nuovo parco giochi e finirono anche quel lavoro, piazzando uno splendente scivolo, meravigliose altalene, alberi per ombreggiare il parco nelle cocenti giornate d‘estate.

 

E una ruspa fiammante da guidare insieme. 



13 febbraio 2026, Camillo K.

Pro Loco Bedero Valcuvia - Pzza Vittorio Veneto, 9, 21039
Bedero Valcuvia (Va) - Italia 

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